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![]() Ventisette, giorno di paga #05Inserito da pignatz il 25/05/2007 alle 16:26 nella sezione storie
Una questione di buona educazioneIl mese scorso, reduce da una mattinata sulla strada a fare servizio d′ordine per la Stramilano, ero tornata a casa distrutta. Tenere a freno automobilisti isterici e gente che ti insulta perché "sei uno di loro" (cioè di quelli che corrono) non è cosa facile.Erano seguiti i soliti commenti con gli amici, le considerazioni sullo scarso spirito sportivo dei milanesi, e via dicendo. Il giorno dopo, mia figlia (17 anni) torna da scuola raccontando che la Stramilano è stata al centro della conversazione con i suoi compagni di classe. I quali – cloni perfetti dei genitori – se la sono presa con i "deficienti che corrono e intasano le strade" e che "non hanno niente di meglio da fare la domenica mattina". E lei, mia figlia, sangue del mio sangue, piume delle mie piume, confessa candidamente di essersi ben guardata dal rivelare che la madre faceva parte del plotone dei "deficienti". "Sei matta? – mi dice -. Poi mi avrebbero preso in giro per giorni e giorni…". Ebbene, se questi sono gli adulti di domani, viene davvero da chiedersi se Milano sarà mai una città dove lo sport può avere una sua dignità. Dove in occasione delle grandi manifestazioni, si assiste a una mobilitazione generale. Dove la gente applaude invece di fischiare. Normale, invece, che una gara nazionale di atletica venga annullata per lasciare il posto a un concerto di musica leggera. Normale che gli amatori in possesso di tessera piste (regolarmente acquistata) da aprile a giugno trovino ogni weekend i campi chiusi a causa delle kermesse scolastiche. E a proposito delle kermesse scolastiche: sarebbero una gran bella cosa, se fossero la conclusione di una stagione di "avvicinamento allo sport". Ma si riducono a essere una sorta di gita di classe, in cui i ragazzini si arrabattano a sperimentare attività desuete. Con il rischio pure di infortunarsi. Alla fine dell′anno, il professore di educazione fisica decide chi farà che cosa in base all′altezza, alla muscolatura, all′agilità. Il più delle volte, senza mai essersi preso la briga di proporre qualche ora di attività su una pista. Una situazione senza via d′uscita? Non è detto. Per fare di Milano una città che ama lo sport, bisogna insegnare ad amarlo ai più giovani. E allora perché una società numerosa e "influente" come il Road Runners Club non si prende l′onere di provarci? Sì, è un vero onere. Perché come al solito si fa presto a parlare, ma poi al momento di rimboccarsi le maniche si tirano tutti indietro. Mi hanno raccontato che negli passati, quando io ero ancora una "bambina", il Club aveva provato a mettere in piedi una squadra junior. Poi era naufragato tutto perché mancavano uomini e mezzi. Ma adesso siamo in tanti. Perché non ritentare? E se i nostri ragazzi, a casa, fanno orecchie da mercante, perché non provare a proporre a qualche scuola media delle ore di "attività guidata" in pista? In fondo i ginecologi entrano in classe per i programmi di educazione sessuale, e qualche risultato lo hanno ottenuto. Inutile lamentarsi che a Milano vince sempre il partito degli automobilisti, quando c′è qualche gara importante. Inutile piangersi addosso e minacciare di boicottare la maratona. Se in ogni famiglia ci fosse un ragazzino entusiasta che obbliga i genitori a scendere in strada ad applaudire, fare il servizio d′ordine alla Stramilano sarebbe una passeggiata. Pignatz
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vogliamo parlarne? c'è qualcun altro che ha voglia di provare a schiodare qualche ragazzino da Sky TV?
Io riscontro una quantità enorme di impazienza, di livore, di rabbia. Perchè?
L'argomento è vasto e rispondere non è semplice.
Il tema, sicuramente, è sociale e si interseca con una deriva individualista davvero sconfortante.
Non serve vedere come si comportano gli automobilisti quando c'è una gara. Basta quardare gli scivoli per le carrozzine sempre ostruiti da automobili; basta guardare le strisce pedonali con auto parcheggiate sopra; basta contare le volte in cui i pedoni debbono scendere dal marciapiede per proseguire il proprio cammino.
Quando passo dal Road, trovo la parte bella di Milano; quella fatta di amicizia, di tradizione, di valori. Forse è davvero da qui che potrebbe partire qualcosa per cambiare la rotta. Parliamone.